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venerdì, 30 novembre 2007

Informazione, disinformazione e controinformazione:

    tutte facce della stessa medaglia?

 

“la facoltà umana più utile ed attendibile dovrebbe essere la facoltà del dubbio”

Innanzitutto bisogna tenere a mente le due regole primarie di interpretazione di ciò che ci circonda, ossia: ogni volta che assistiamo a qualunque cosa del mondo (dall’informazione di massa alle guerre alla pace) ci si deve chiedere “a chi giova?”. Poi non dobbiamo dimenticare che qualunque sistema, informativo, governativo, esistenziale; per poter garantire la propria sopravvivenza deve prevedere in se un difetto sistematico, come il corpo prevede l’utilizzo dei virus per sopravvivere ed evolversi.

Esempio:  i mass media parlano ininterrottamente di guerre, malattie, omicidi; il risultato maggiore è l’incutere terrore nelle menti della massa, così che la massa non possa avere a disposizione tempo di pensare realmente a cos gli stia accadendo intorno. La massa deve essere costantemente preoccupata e avvilita.

A chi giova?

Ai governi mondiali che con un popolo avvilito e preoccupato

possono permettersi di manipolare le sorti dell’umanità senza

che nessuno se ne renda conto.

Quale il difetto sistematico?

I pacifisti, i no global e i derivati attacchi “terroristici” pacifisti ai governi,

attacchi che di fatto non colpiscono però i governi ma ancora la popolazione

che dovrà vedersela anche con delle cellule pacifiste impazzite.

se da un lato c’è l’informazione ufficiale che tende a propinarci tutto il falso possibile, o alla meglio mezze verità, dall’altra si sta affacciando già da un certo periodo di tempo la controinformazione e la disinformazione che si promette l’azione di smascherare le notizie fittizie dell’informazione ufficiale e fornire informazioni che altrimenti rimarrebbero nascoste in un dimenticatoio. Naturalmente c’è una moltitudine crescente di persone che, da sempre insospettite dagli organi ufficiali, si sono trovate ad essere ben contente di nuovi organi di informazione forniti dalla vera libertà d’espressione che una rete come internet offre a tutti.

Io personalmente però non dimentico le prime due regole fondamentali: a chi giova? Quale il difetto sistematico?

Se il dubbio non esistesse nella natura spontanea delle cose almeno dovrebbe nascere nella natura a volte forzata. Il dubbio vero mi è nato nella lettura de “il Codice Da Vinci” di Dan Brown, e la Cospirazione Da Vinci” di Marc Sinclair.

Il primo offre una panorama di conoscenze che implicitamente dovrebbero essere “vietate” alla massa, svelando misteri e segreti atti a scardinare le porte del potere e far crollare in parte un sistema che nel qual caso dovrebbe essere quello ecclesiastico.

Il secondo smentisce il primo, asserendo che nel Codice ci sono alcune verità, ma sono il minimo indispensabile per rendere credibile il resto che sarebbe solo fumo negli occhi per tenere lontani alcuni individui da verità maggiori. Il libro inizia esplicitamente con l’ affermare “Molto spesso il modo migliore per nascondere un informazione è restare il più vicino possibile alla verità”.

Mi domando: è davvero possibile che uno dei due libri dica davvero la verità? Quando in anni andati il signor (ad esempio) Beppe grillo è stato messo a tacere per molto meno? E’ possibile che nessuno dei “potenti” abbia ostacolato un tale divulgare talune informazioni con tutto il potere che realmente hanno?

Il Codice, successo planetario, letto da milioni di persone, lo stesso autore se ne dice perplesso. La convinzione di massa.

La cospirazione, successo su scala ben inferiore rispetto al Codice, letto da poche persone che vogliono andare ancora più a fondo nelle cose: difetto sistematico.

In questo caso:

A chi giova?

all’ equilibrio interno del potere mondiale, che da una parte da

da mangiare alla gran parte della massa uno scoop di segreti sensazionale

come il Codice,

e dall’altra si garantisce una più piccola schiera di persone

che sulla scia della Cospirazione daranno vita al difetto sistematico,

una serie di persone, un unita di molto inferiore, che crederà

dell’altro.

Quale il difetto sistematico?

La controinformazione. Prima dare in pasto un scoop mondiale, poi seminare il dubbio.

Allora diviene lecito il dubbio del dubbio.

Loro sono astuti, lo sanno che abbiamo bisogno di una campana dissonante rispetto alla gran campana, per avere una cima alla quale attaccarci quando siamo unici così in pochi a dubitare delle verità maggiori, e ne creano di minori, le troviamo, e per un po’ stiamo buoni.

MOLTO, ASTUTI.

Potremmo credere probabile che alcuni dettagli di ogni informazione siano veri ma non tutto, ed avere istinto a sufficienza per collegare tutti i veri tasselli scansandoli da quelli fasulli. C’è chi ne ha l’istinto, chi sfortunatamente no, e le parole possono dire tutto e possono dire nulla, dipende da come le si mettono insieme. Mettere una verità in una contesto ampio di bugie può trasformare in verità tutte le bugie di quel contesto.  e mettere una grande bugia in un contesto ampio di verità farà si che quella bugia venga interpretata come verità, in quanto l’umano tende normalmente alla verità e per questo è facilmente soverchiabile.

Ma ci sono dettagli sparsi qua e là, probabilmente qualche passeurs, così come per gli artisti del passato (Da Vinci, Michelangelo, etc.)  ancora opera nei più grandi ambiti di divulgazione pubblica (libri, film, documentari.) naturalmente in modo da non far arrivare il messaggio a tutti ma a chi lo sa cogliere.

Potrei dire :non dobbiamo fidarci di un opinione che tutti considerano vera, ma dobbiamo guardarci le spalle anche dalle opinioni di minoranza perché qualcuno potrebbe averle messe in gioco apposta. Non per forza gli eroi sono effettivamente tali (supermen finge!) e comunque rimane il prestigio più grande dell’esistenza a metterci in guardia : ciò che gli occhi vedono e le orecchie sentono, la mente crede!

E non mi stupirebbe venire a sapere che involontariamente anche questo articolo è stato generato da un dubbio che abilmente mi è stato fatto nascere, sono così astuti che difficilmente ce ne possiamo difendere.

Come al solito a noi restano ipotesi in contrasto con la realtà che abbiamo sempre avuto.

 

Luca Gabrielli

postato da: lucagabrielli alle ore novembre 30, 2007 00:58 | Link | commenti (1)
categoria:informazione e contro
domenica, 28 gennaio 2007

Una volta lo schiavo era un'uomo magro, scheletrico, sdentato, affamato, infelice e costantemente ad un passo dalla tomba.
L'aguzzino era un uomo con i denti d'oro, il ghigno beffardo del diavolo, le mani dure da duro, l'alito pesante e un leggero senso dela morte.
maschere zero: le essenze pure dell'aguzzino e del povero,  del dittatore e del popolo schiavo, del padrone e del servo.
Oggi lo schiavo è un uomo grasso, obeso, con moderni apparecchi odontotecnici installati tra le fauci per potersi nutrire meglio, felice e costantemente alla ricerca della vita eterna per poter godere più a lungo possibile del proprio agio.
Oggi l'aguzzino è un uomo con i denti affaticati dal troppo promettere al popolo una giusta vita con una giusta legge, il sorriso di ungelo giunto a salvare il mondo intero, le mani morbide e vellutate di colui sempre ben disposto a donare una carezza,l'alito dolce di una gola che dispensa consigli paterni ad ognuno, e uno smisurato senso della vita, così smisurato da doversi sentire in dovere di impedire la morte volontaria di un individuo.

Esattamente: l'uomo si è reso libero di poter essere schiavo.

Si fa portare alla gogna come un bimbo si fa portare al parco giochi.
                 SHOAH!!!
                 PER NON DIMENTICARE!!!
per non dimenticare cosa esattamente?
Per non dimenticare i sei milioni di ebrei morti per mano di un dittatore che seppur folle aveva un ideale basato su una accurata analisi di un evento razziale?
O forse per non dimenticare che i vincitori della seconda guerra mondiale (l'america) mascherandosi da angeli custodi hanno fatto il triplo delle vittime impiegando la metà del tempo nei paesi sottosvilluppati soltanto per un pò di petrolio senza ideale?

Per non dimenticare il processo di Norimberga ove i nazisti vennero processati ed accusati per crimini di guerra e crimini contro l'umanita degli americani?
O per non dimenticare che, 70 anni dopo, mentre tutto il mondo "ricorda" capitanato dalla santa America, la casa bianca commmette crimini peggiori senza che nessuno se ne accorga?

Magari per ricordare che le verità storiche non sono mai venute a galla.
Come il mito di Chimera e Bellerofonte, venne creato un eroe formidabile,Bellerofonte il migliore di tutti,il più audace e buono; ma a quel punto, per poter dare gloria ad egli, fu necessario creare per egli un antagonista su misura, così crearono Chimera.  Una storia che si ripete da millenni e che nessuno comprende ancora.
Così anche per il nazismo, la germania ebbe la forza e le potenzialita per poter mettere in ginocchio l'europa soltanto grazie all'america che gli vendette tecnologia chimica, meccanica, organizzativa ed economica. più della metà del denaro che la germania investì nella seconda guerra, proveniva direttamente dalle casse del governo americano.
Ed ora tocca a noi, a TUTTI noi.
Noi saremo gli eroi dei giorni futuri, ed avremo un nemico creato ad hoc per gli eroi che siamo: noi stessi! liberi in tutto ciò che non ci appartiene, liberi di possedere, amare, comprare e farci comprare da tutto ciò che ci distrugge.
liberi di crederci felici perchè domani avremmo la possibilità di sentirci costretti a raggiungere mete irraggiungibili. e liberi di credere che siamo noi ad avere l'arbitrio sulle nostre vite.
Tutto questo per merito dei nuovi aguzzini, quelli che si prendono il diritto di uccidere un paese "potenzialmente" pericoloso perchè investiti della benedizione di Dio.
ma siamo soltanto schiavi moderni in una guerra silente che farà rumore soltanto quando sarà troppo tardi. E poi nessuno più potrà  dire "per non dimenticare" perchè non rimarra più nessuno per poter ricordare nessuno.

Buona libertà a tutti.

Luca Gabrielli. 

postato da: lucagabrielli alle ore gennaio 28, 2007 01:01 | Link | commenti (1)
categoria:schiavitù moderna
venerdì, 29 dicembre 2006

...instaurare un immagine di se stessi che possa in molti frangenti specchiarsi nel modo d'essere e di vivere della massa.  

Applicare il manuale di autoironia alla propria vita, facendo anche ridere di se, e lasciando che taluni ci prendano in giro per generare simpatia nei propri confronti.

dopo di questo fare pure quello che si vuole, tanto, una volta che la massa ti trova simpatico, nessuno penserà alle centinaia di bombe e ai migliaia di imbrogli che fai.

   queste sono le prime regole di un buon presidente. Soprattutto del presidente degli stati uniti d'america.

Un gnumero crescente di persone, che tentano di fare proselitismo ideologico, già sono ben a conoscenza dell'utilizzo che la fa la politica dei sistemi di informazione di massa (meglio identificati con il termine "mass media". Già molti sono convinti delle ipotesi (tra l'altro abbastanza ben dimostrate) riguardanti il controllo mentale di massa tramite ripetitività dissenata dei fatti e non fatti in tv, grazie ai messaggi subliminali, e all'utilizzo di avanzati sistemi tecnologici sulle trasmissione capaci di inviare messaggi direttamente al subconscio umano.  molti sanno tutto ciò. Molti altri ne sono del tutto ignari, e non solo: di fronte al manifestarsi di simili ipotesi si dimostrano restii, probabilmente più ben disposti a dare del "pazzo" a noi, che a credere tali cose. Forse on esiste un modo efficace di trasmettere queste "conoscenze" alla maggior parte delle masse, pochi sono disposti a cambiare le opinioni abitudinarie semplici e comode. praticamente impossibile dimostrare alla gente "comune" che cose all'apparenza ingenue ed innoque come pubblicità farmaceutiche, talk show politici, tramsissioni di divertentaissement; sono in realtà modi semplici ma efficacie di toglierci il libero arbitrio, la salute, e la libertà di scelta effettiva.  Si dovrebbe informare di ciò tramite l'unica risorsa informatica alla quale la gente crede ciecamente: la TV. Ma naturalmente non si può utilizzare la tv con se stessa, e come arma per difendersi dall'eventuale attacco Lei usa la censura.

lo stupore quale!?

RAI edu 2, canale 806 di Sky, nome trasmissione "talk tv", dove un bravo conduttore, affiancato da simpatici giornalisti, hano trovato un modo raffinato, leggero, sopraffine, intelligente ed incensurabile di far trapelare messaggi simili, un modo molto soft di far comprendere ala gente, piano piano ed infiltrando un alone di dubbio, in che modo le masse vengono prese per culo. Il fulcro della trasmissione del 29 dicembre 2006, ha preso ad esempio il tipico messaggio augurale di natale della casa bianca, lo short film il cui protagonista centrale è Barney, il cane dell'esimio presidente George Bush Jr., dove il cagnolino, circondato da collaboratori e finanziatori, organizza lo spettacolo della vigilia alla casa bianca sotto autorizzazione suprema del comandante in capo delle forze armate statunitensi.   adesso, tralasciando il fatto che l'america merita le bombe arabe soltanto perchè produce e gradisce tali idiozie, i commenatori della trasmissione svelano in che modo, una cosa così innoqua all'apparenza, sia invece di fondamentale importanza ai fini del gradimento del publico nei riguardi del presidente, puntando innanzitutto sul fatto che in america, dove in 5 famiglie su dieci c'è un animale domestico, vedere Bush che gioca col proprio cane, prestandosi a scemenze di siffatta portata, accresce l'apprezzamento del pubblico nei suoi riguardi. il che si amplifica quando a tale trasmissione si affianca uno pseudo cartone animato che dimostra in modo demenziale e prendendo nettamente in giro la vita di agenti CIA fissati per una sicurezza che negli sketch risulta ridicola ed inefficiente (dimostrando comicamente la reale inefficienza), e la vita di bush che si comporta come un cretino al telefono con un esponente del mondo arabo. Perchè la TV americana non censura una tale presa in giro nei riguardi della politica statunitense? questa la domanda che è andata ponendosi nella trasmissione alla quale risposta è: l'uomo più potente della terra certamente non è un cretino, e certe trasmissioni, soprattutto in un periodo di ribasso dei consensi elettorali, fanno in modo che la gente s'intenerisca di questa finta cretinaggine del presidente ed inizi a provare una tenera simpatia. A quel punto il gioco è fatto: il presidente ha riacquisito simpatia nei confronti degli elettori. E, a quanto pare, un presidente simpatico è un presidente eletto per quanto riguarda il popolo americano ben più inebetito del popolo europeo.E qualunque altra cosa non conta nulla: intelligenza? bella presenza? arguzia? per fare il presidente devi essere simpatico.  Forse in questo ci salviamo ancora noi europei ed italiani a detta del conduttore di ballarò presente in studio che afferma "se Prodi o Berlusconi si facessero venire in mente idee del genere sicuramente potrebbero immediatamente tornare a casa. l'america trova certe cose simpatiche d importanti, l'italia soltanto simpatiche" (e l'espressione del conduttore termina cone -e idiote-...

       ma per quanto tempo ancora manterremo questo piccolo barlume di buon senso?

 

 

Luca Gabrielli.

 

 

postato da: lucagabrielli alle ore dicembre 29, 2006 14:31 | Link | commenti
categoria:controllo delle masse
lunedì, 12 giugno 2006

DOGMA:   “presso gli antichi filosofi, proposizione o principio ritenuto incontrastabile / secondo la dottrina cattolica, verità fondamentale della fede, che la Chiesa ritiene rivelata direttamente da  Dio attraverso Gesù Cristo nel Vangelo o attraverso il magistero del Papa. “

    Qualsiasi verità incontrovertibile o ritenuta tale o comunque affermata categoricamente.

          

Ossia: un principio ermetico che pericolosamente stiamo abbattendo.

Nel nome della verità più pulita possibile (si potrebbe sentir dire), ma la verità, per sua entità di interpretazione, non risiede mai nella bocca di chi la pronuncia, ma nelle orecchie di ascolta e di chi vede. Sfortunatamente è facile inventare parole, ed è facile anche alterare le immagini.

Quindi: chi può dire dove realmente risiede l’unica verità?

Per anni è stata racchiusa nel Dogma, un contesto ermetico nel quale l’unica verità è detenuta nei Vangeli e nella Chiesa, a cui ogni uomo credeva ciecamente. Fino ai giorni in cui il potere della chiesa crollò per mezzo delle cospirazioni Gnostiche favorite dall’aiuto della nascente massoneria che si arrogò il diritto di iniziare a presupporre nuove verità. Da lì si iniziò ad inserire il dubbio nella menti del popolo del credere o meno che la Chiesa dicesse il vero oppure no.

Oggi, a più di cento anni di distanza dall’ecatombe che si fece dell’impero vaticano che estendeva i propri confini dal nord Italia fino al regno delle due Sicilie, tutti sanno dirsi in possesso di verità, ma ognuno ha una verità diversa. Un po’ in errore forse l’uomo ben pensò di saper davvero distinguere quale possa essere la vera Verità?

Bene, tutto ciò che si è riuscito  a fare da qualche decennio a  questa parte è stato sostituire la “grazia” del Dogma con uno stato di relativismo che non riesce mai a smascherare nessuna verità, che ne sa spulciare sempre di nuove ma non riesce mai ad afferrarne ed affermarne una sola. 

Come il caso del “Codice Da Vinci” di Dan Brown. L’immenso stupore che si accese all’uscita del libro è andato man mano spegnendosi per riaccendersi quando sono uscite nuove ipotesi riguardanti il diffamare le affermazioni in esso contenute. Il più bell’esempio editoriale lo si trova ne “la cospirazione Da Vinci”, dove Marc Sinclair, in un nuovo affascinante romanzo, vorrebbe dimostrare come “il Codice Da Vinci”, non sia altro che un best seller studiato ad hoc per depistare le reali cognizioni della gente, un successo mondiale che nasconde in realtà un complotto. Un metodo per confondere la gente sul vero segreto del Graal ed impedire all’umanità di poter entrare in possesso del grande segreto, ossia, il potere capace di sovvertire l’ordine del pianeta.

Ormai che il danno è fatto (oserei dire) avendo soppiantato l’ermetismo del Dogma che per millenni è stato in grado di tenere in grazia di vita e pace mezza Europa, ogni verità è divenuta troppo relativa per poterla considerare tale. In quanto, oltre al fatto che la verità sta sempre in chi vede e sente e mai dal luogo in cui viene, quantunque i magisteri in possesso di presunte verità si sentissero in obbligo di fornirle, non ci metterebbero poi molto ad inventarne diverse per sfamare il popolo che sentendosi felice di averle udite si stancherà di cercarle e di volerle accontentandosi di qualunque novità che sia diversa da quella ascoltata per anni.

Ormai è una piaga che si dirama in tutte le direzioni, non solo in campo religioso, anche all’informazione di massa con informazione mediatica seguita ed ascoltata pressoché da tutti, e quella che ormai è nota come disinformazione, o controinformazione, che dovrebbe rappresentare la campana di quelli che non credono alle tv, alle radio e ai giornali. Ma in realtà non c’è mai stat nessuna garanzia che o l’una o l’altra dicano il vero oppure no. Sta di fatto che una certezza c’è: SE LA MASSA NON CREDE ALLA TV, perché PRESUME CHE LE NOTIZIE SIANO CONDIZIONATE E PLAGIATE, ALLORA GLI SI BUON BEN DARE UNA CONTROINFORMAZIONE CHE AL DI FUORI DELLA CAMPANA UFFICIALE RAPPRESENTI LA VERITA’ PER COLORO CHE NON CREDONO AI MASS MEDIA.

Sarebbe un giogo semplicissimo da eseguire per tenere a bada con un ipotetica verità, diversa da quella ufficiale. Ma di fatto le probabilità che quella sia “Verità”, sono equivalenti all’eventualità  che siano soltanto diverse bugie e non per forza diverse notizie e quindi vere solo perché diverse e contrastanti il trend maggioritario dei mass media.

Mentre il Dogma ci teneva, in anni migliori, tutti uniti sotto un unico ed incontrovertibile sapere, oggi siamo in presenza soltanto di una babele di informazioni e nuove verità che contrastano sempre l’una con l’altra o che si addizionano alle vecchie rendendo sempre più ampi i precedenti preconcetti e saperi senza di fatto svelare mai nessuna assoluta verità e rendendo sempre più complessa l’interpretazione della storia, del presente e del futuro.

In finale poi rimane il fatto che su dieci milioni di abitanti, ognuno, o ogni piccolo gruppo, CREDE IN QUEL CHE CREDE, che sia di pubblica opinione o meno, quindi alla fine rimangono sempre Dogmi ad alimentare la conoscenza, e mai un  “ONNIVERITA’”. Come in pratica aver seppellito il dogma universale per sostituirlo con migliaia di altri dogmi che comunque rimangono sempre chiusi in ermetismo non spiegabile. Anche il cercare notizie e storia diversi, in un Credo che appassiona l’esistenza controinformazione, alla fine non sarebbe che un Dogma, nel momento stesso in cui si cessa di credere ad ogni altra eventualità che va al di fuori di quel proprio “credo”.

Alla fine il Dogma rimane sempre.

Ma soltanto UN UNICO DOGMA, valido per ognuno porta (prevalentemente) pace verso se stessi e verso gli altri. Migliaia di diversi Dogmi portano caos e nervosismo generale.

Forse era meglio quando la Chiesa era l’unica detentrice del Credo, invece di oggi che ognuno se lo fabbrica su misura di se stesso contravvenendo di fatto a principi di moralità e ordine che dovrebbero mantenere equilibrio tra i viventi, e rispetto reciproco. In quanto chiunque creda di poter creare il proprio Dogma su misura di se stesso, può benissimo includere comandamenti contrari a quelli canonici e quindi anche imporsi il diritto, per esempio, di credere che uccidere, stuprare, rubare, etc., siano cose giuste e sane.

Onestamente: io personalmente preferivo una Chiesa che ci teneva all’oscuro di ogni eventuale verità, mantenendoci però anche in pace e riflessione della vita e rispetto della natura.

Preferivo l’ignoranza, di fronte all’evidente affermazione che comunque ogni verità rimane un proprio credo, e avere un credo, comunque, vuole dire avere un DOGMA.

Luca Gabrielli

postato da: lucagabrielli alle ore giugno 12, 2006 22:32 | Link | commenti (1)
categoria:sul dogma
mercoledì, 07 giugno 2006

     “fra tutte le scienze, la più pericolosa sarebbe quella del controllo del pensiero delle folle, 

       poiché permetterebbe di governare il mondo intero”

                                                  ( Talbot Mundy, the nine unknown, N.Y. Bobbs Merril, 1924).

 

La violazione della coscienza delle folle è ormai reale.

Sarebbe sufficiente osservare le azioni delle scelte “libere” della gente. Dai semplici gusti nell’abbigliamento, ai modi scialbi e sciatti di atteggiarsi di taluni uomini, che dalla loro si sentono sani e giusti e si arrogano il diritto di definire sbagliati gli atteggiamenti di tutti coloro che sono irraggiungibili. Guardarsi allo specchio e decidere di non vedersi belli (invero per poter decidere la propria bellezza o quella d’altri ci sarebbe bisogno di un canone di paragone), decidere di aver bisogno di suppellettili sempre più grandi al di fuori di “noi” e che possano completare noi con elementi materiali più grandi di noi, che di fatto non cambiano la nostra essenza ma soltanto la nostra apparenza.

Come vivere, come mangiare, come vestire, come ammalarsi e quando, come andare al mare e in montagna, e come sentirsi meglio in omologazione di un mondo che ci esalta nella diversità ma che poi ci vuole tutti uguali, sotto la stessa bandiera di bellezza e pensiero.

Ma in realtà tutto ciò che da i mass media è ritenuto “bello”, a guardarlo a fondo lo si trova brutto quando non mascherato di artifici “magici” , e triste. E non di meno ogni nostro pensiero non è più realmente “nostro” da tempo, ma il risultato di un lavaggio del cervello protratto e ripetuto nel tempo che ha instaurato nelle nostre menti dei modelli totalmente distanti da ciò che davvero dovremmo essere: uomini in grado di ascoltare se stessi e capaci di inventare il proprio mondo.

Siamo tutti ipnotizzati sul globo, come zombie che non decidono più nulla della propria vita e che volentieri si fanno violentare il cervello a costo di non sforzarsi di pensare.

          “c’era una volta un mago ricco e avaro  che possedeva molte mandrie di montoni. Non

           assoldava pastori ne recingeva i pascoli. I montoni si sperdevano nei boschi, cadevano nei 

          burroni e soprattutto scappavano all’avvicinarsi del mago, poiché avevano il sentore di quel

         ch’egli faceva dalla loro carne e del loro vello.

         Cosicché il mago trovò il solo rimedio efficace: ipnotizzò i montoni e suggerì loro per prima

        cosa che essi erano immortali e che il fatto di scorticarli era eccellente per la loro salute.

       Poi, suggerì loro che egli era una buona guida, pronta a qualsiasi sacrificio per i suoi cari

       montoni che non erano più montoni.

      A questi ultimi suggerì che erano leoni, aquile o perfino maghi.

     E così il mago visse senza preoccupazioni.

     I montoni rimanevano sempre accanto alle mandrie, e aspettavano con serenità il momento in                

     cui il mago li avrebbe tosati e sgozzati.”

                                               (il mago nero russo  Gurdijeff.)

Tutto ciò non è poi così inimmaginabile: il mondo lo sta vivendo ogni giorno tutti i giorni, mentre la gente va in giro credendo di avere occhi aperti mentre in realtà non hanno proprio più occhi. E tra coloro ci sono anche personaggi che difendono questa comoda ignoranza, giustificandosi col dire che noi siamo in balia del Demonio, questo non sarà mai il paradiso.

Così, mentre che tutto il mondo si fa fuori, credendo di essere “in”, ripassatevi questa poesia per tenerla a mente quando arriveremo ad un inevitabile mediocre fine:

             

         COMUNISTI

         Portammo le donne giù al fiume in fila indiana

         strette alla paura nella testa stupida di riso

         strette ai bambini piccoli

         lattanti col muso di topo che avevano una probabilità

         su mille di continuare a respirare;

         sparammo agli uomini inginocchiati in cerchio,

         in quella morte non c’era quasi morte,

         un po’ come la scena di un film,

         braccia e gambe di ragno e un pezzo di stoffa

         per coprire gli organi sessuali.

         Impossibile uccidere uomini che quasi quasi non erano mai nati

         e adesso erano lì, finalmente spacciati,

         col  sole che gli  batteva  sulla faccia

         paralizzata da uno strano stupore.

 

         Certe donne sapevano sparare. Lasciammo un piccolo

         distaccamento a decidere la loro sorte, poi

         incendiammo le capanne rimaste intatte e proseguimmo

         fino al villaggio successivo.

 

         Chiuso.

 

         Il carro funebre attraversa la stanza col suo carico

         di decapitati, scomparsi, pazzi ancora

         in vita.

         Le mosche sono una colla di pasta appiccicosa

         hanno le ali che non si alzano.

         Guardo una vecchia che picchia il suo gatto

         con la scopa.

         Il caldo è insopportabile

         un tiro mancino

         di Dio.

         L’acqua è evaporata dal vaso

         del gabinetto

         il telefono squilla

         senza un suono

         col fiacco braccino che si sfinisce contro

         il campanello.

         Vedo un ragazzo sulla sua

         bicicletta

         i raggi cedono

         le gomme si trasformano

         in serpenti e

         svaniscono.

         Il giornale è caldo come un forno

         la gente si ammazza per la strada

         senza motivo.

         gli uomini peggiori hanno i posti migliori

         gli uomini  migliori hanno i posti  peggiori o sono

         disoccupati o chiusi

         in manicomio.

         Mi restano 4 scatolette

         truppe con l’aria condizionata vanno di casa

         in casa

         di stanza in stanza

         catturando, sparando, infilzando la gente

         con la baionetta.

         Ci siamo fatti questo,

         ce lo meritiamo

         siamo come rose che non si sono mai curate

         di sbocciare quando avrebbero dovuto

         ed è come se

         il sole si fosse disgustato

         dell’attesa

         come se il sole fosse uno spirito che

         ci ha dati per spacciati.

         Esco sulla veranda posteriore

         e guardo il mare di piante morte

         spini e stecchi che fremono in un cielo

         senza vento.

         Chissà perché, ma sono contento che sia finita,

         chiuso-

         le opere d’arte

         le guerre

         gli amori putrefatti

         ciò che facciamo nella vita di ogni giorno.

         Quando le truppe verranno quassù

        me ne infischio di quello che faranno

         perché ci siamo già tolti la vita

         ogni volta che siamo scesi dal letto.

         Ritorno in cucina

         prendo un po’ di spezzatino da una

         pentola, è quasi cotto

         ormai

         e mi siedo

         a mangiare, guardandomi

         le unghie.

         Il sudore mi cola dietro

         le orecchie e sento

         gli spari per la strada

         e mastico e attendo

         senza meraviglia.

                             (C. Bukowski)

 

 

 

 

Luca Gabrielli.

postato da: lucagabrielli alle ore giugno 07, 2006 22:15 | Link | commenti
categoria:controllo delle masse
domenica, 04 giugno 2006

 

Se ne va magari in un centro commerciale?

O in una moltitudine di negozi aperti la domenica?

Che il controllo delle masse sia ormai in atto e che stia ben funzionando (a quanto pare) è una realtà di fatto.

Fermo in un parcheggio, pieno di auto in attesa dei padroni, per motivi che qui non vi evincerò, noto la domenica pomeriggio una moltitudine di gente, sia di mattina che di pomeriggio. Gente che va nella “grande incubatrice di vite umane” per svagarsi un po’, ma che in realtà ha volti tristi. Persone vittime del controllo generale di massa.

Si sa, per saper ben vivere con se stessi bisognerebbe anche potersi fermare a contemplare se stessi o i dogmi santi della vita come la Chiesa, la Famiglia, la Solitudine, la Casa, la Natura, la Preghiera.

Togliendoci tutto ciò, con la scusa di una comoda passeggiata domenicale in centro commerciale, ci stanno togliendo noi stessi.

Un tempo la Chiesa avrebbe avuto il poter di dire ed imporre la santità della Domenica, oggi se ne va tutto in fumo insieme agli animi della gente.

Centri commerciali e negozi, tutti sempre aperti, con gente che ci lavora fino a dieci ore al giorno, e famiglie che vanno a farsi plagiare dietro marchi di nota importanza, con i quali riempiono il bagagliaio delle auto e le casse dei mercanti, e svuotano le tasche e gli animi.

Otto ore di lavoro. Un ora di traffico per tornare a casa. Un’altra ora di traffico per andare al centro commerciale. Un ora per trovare parcheggio. Due ore di passeggiata davanti a negozi che espongono grandi marchi. Un’altra ora per tornare di nuovo a casa. Due ore tra cucinare e mangiare. Per un totale di sedici ore tolte alla nostra vita. Ne rimangono otto, chi è fortunato e ha un cervello da non sprecarne altre due davanti alla Tv può decidere di dormirne sei e dedicare le due residue all’amore, ai figli, a se stesso. Comunque poche. Ci stanno tritando il cervello e non ce ne accorgiamo. facendoci stare perennemente sotto il loro controllo, al lavoro e nello svago, sempre sotto i loro costrutti.Il tutto per finire in un vecchiaia dove non avremmo più i soldi, spesi per riempirci di pantaloni a magliette fighe, non avremmo gambe riposate, gonfie per aver troppo corsi dietro stupidi miraggi; non avremmo l’amore, che allora si rifiuterà giustamente di venire da noi dopo una vita che l’abbiamo scansato; non avremo più un cervello, consumato dietro alla risoluzione dei problemi che ci siamo fatti donare e che non sarebbero mai stati nostri; non avremo più fiato da poter dire –adesso recupero tutto il tempo che ho sprecato.

Tutto ciò è molto poco consono alla vita umana, che comunque ne soffre illudendosi di stare bene perché ricoperta di finti e mediocre comodità.

Non sarebbe così difficile far retrocedere questo andamento malandato che ci fa regredire e perdere. Basterebbe rifiutarci di dare forza a queste grandi macchine che ci annientano: basti pensare che in fin dei conti che vivono soltanto perché noi gli diciamo “si” ogni volta che ci invitano. Potremmo semplicemente dire “no”.

-no, io la domenica sto a casa, con la famiglia, i genitori, i figli, me stesso.

-no, questa comodità non c’è mai stata e non ne ho mai sentito la mancanza, quindi adesso non la farò divenire cosa necessaria.

-no, posso fare migliaia di altre bellissime cose al di fuori di te, tu sei solo un illusione di finto star bene, io sto bene anche con me stesso e col mio amore semplice.

 

In fin dei conti tutti se ne lamentano ogni giorno di questa macchina che ci trafigge perpetuamente, quindi, cos’è che ci lega ancora e non ci fa dire di “no”?

Il nemico peggiore è la droga che ci stanno iniettando giorno per giorno senza che noi ce ne rendiamo conto,  e la dipendenza che ferisce anche chi ci ama.

Torniamo ad essere uomini prima che sia troppo tardi. nessuna moneta sarà in grado di ripagarci la vita una volta che l'avremo svenduta totalmente.

 

Luca Gabrielli.

postato da: lucagabrielli alle ore giugno 04, 2006 11:21 | Link | commenti (1)
categoria:controllo delle masse
sabato, 03 giugno 2006

VOI CHE IN REALTA’ NON SAPETE…

 

Le folte schiere di coloro che vogliono definirsi “maghi” che porteranno l’uomo nella nuova era.

L’individuo che dovrebbe scoprire se stesso in una folla malfatta preda del materialismo e carnalità spudorata ed amorale. “siamo nell’era dell’Acquario”, ci dicono, nell’attesa di un cristo risorto migliaia di volte per perfezionarsi ed essere la nuova luce che verrà a portare rivoluzione nella mancanza di anime che ci circonda. Peccato (o per fortuna) che lo identifichino come Anticristo. Questo potrebbe essere pure un buon bene per un vero credente, che vede Cristo e Anticristo fusi in unica entità. Ma in realtà le mani del potere manipolano ognuno di questi concetti senza sapere realmente con cosa stanno giocando. Certo che verrà una nuova guerra, ma stavolta verranno scannati tutti coloro che per decenni hanno manipolato le menti per ottenerla. Perché gli angeli si stanno riformando nei loro gruppi, per lodare e servire tutti coloro che mantengono purezza (anche nelle azioni cattive), e per vilipendiare e bruciare tutti gli animi corrotti che pretendono di conoscere per inspirazione il Progetto Divino (anche nella azioni buone).

In realtà miseri uomini che si credono “eletti” stanno invocando ed evocando cose che non conoscono affatto, e sulle quali stanno edificando concetti che nulla hanno a che vedere con la realtà del cosmo sopra di noi.

Fanno credere che l’individuo trova piena espressione per mezzo del gruppo facendo così di fatto perdere la vera espressione dell’individuo.

“il sommo bene e pienezza dell’essere” nella virtualità culminante.

Stanno tentando di stendere un pietoso velo sulla fede storica del Dogma che ci ha sempre sorretto per soppiantarlo con un’aperta conoscenza totale nella quale però non dare a comprendere nulla a nessuno.

Chi sa essere pieno veramente di se, scorgendo l’alito di vento dal sapore di ciò che gli è superiore, saprà certamente vedere i nodi di ipocrisia della gente che tenta di gettare ombre sulla coscienza di cui abbiamo bisogno, mascherandole [le ombre] col nome di ciò che sempre ci è stato più caro e al quale non diremo mai no, facendoci pregare ad un verbo che di maschera copre una loro verità lontana dal vero: usano il nome di cristo per farci amare i loro demoni che ci stanno smantellando.

Il buon senso,  ad oggi, chiede di gridare che ci vengano restituiti i  Dogmi che sempre, e unici, ci hanno saputo reggere per secoli, facendo sacre (per davvero) pure le guerre e le pesti.

Ridateci il Dogma.

La falsa conoscenza è solo una maschera.

postato da: lucagabrielli alle ore giugno 03, 2006 10:34 | Link | commenti
categoria:opinioni varie
sabato, 29 aprile 2006

Lettera a 10.000 sindaci
di Carlo Bertani

- 26 aprile 2006 - www.disinformazione.it

 La persona intelligente è quella che riesce, contemporaneamente, ad avvantaggiare sé stesso e gli altri. 
All’opposto, lo stupido riesce contemporaneamente a danneggiare sé stesso e gli altri.
Carlo Maria Cipolla – Allegro ma non troppo

Le notizie che corrono lungo le reti telematiche avvertono che il petrolio sta compiendo un nuovo balzo: dai 65-70$ dello scorso anno stiamo oramai veleggiando verso i 75-85, che sarà probabilmente la quotazione dei “future” per il prossimo inverno.
Gli 80$/barile s’avvicinano ai massimi storici in termini reali (ossia tenendo conto del mutato valore del dollaro), ossia ai 35$ “toccati” per breve tempo durante la crisi petrolifera degli anni ’70, quando l’economia mondiale s’inchinò per la prima volta di fronte al barile di petrolio.
Le ragioni sono note: la crescita non è dovuta alla speculazione internazionale ma al semplice esaurirsi delle risorse, con in aggiunta la sempre maggior richiesta di petrolio da parte delle economie emergenti, principalmente Cina ed India.

Il problema è reso ancor più complicato dalla natura delle riserve stimate, nelle quali viene conteggiato tutto il petrolio che sappiamo ancora esistere nelle viscere della terra, senza considerare però la qualità del greggio.
Il petrolio non è tutto uguale, così come il vino od il grano: la qualità del greggio – parametro mai preso in considerazione dai media – diventerà nei prossimi anni uno dei principali fattori d’instabilità del mercato.
Un giacimento petrolifero non è molto diverso da una damigiana di vino che – come tutti sanno – nell’invecchiamento produce il cosiddetto “fondo”, ossia un deposito solido che è naturalmente prodotto durante l’invecchiamento.

Il petrolio è un materiale d’origine organica molto antico: di conseguenza, le reazioni biochimiche – nello scorrere di milioni d’anni – non hanno cessato di modificare l’enorme massa di depositi organici.
In sostanza, il “fondo” di un giacimento petrolifero giunge quasi alla metà del giacimento stesso, e la parte più bassa è ovviamente quella di minor valore: più si va in profondità e più crescono le spese di trivellazione e d’estrazione e, per giunta, si ricava un prodotto di minor valore.
Nel secolo appena trascorso – il secolo dell’oro nero per eccellenza – abbiamo estratto soltanto le sezioni superiori dei giacimenti, ovvero la parte più facile da estrarre e di maggior valore economico. Ora, ci rimane il “fondo”.

Per estrarre anche le sezioni più profonde dei giacimenti la tecnologia cambia: sono necessari enormi investimenti poiché il fluido è più denso mentre – nella sezione estrema – è contenuto nei cosiddetti “scisti bituminosi”, ossia sabbie e ghiaie intrise di petrolio.
Alcune stime di massima – stilate dalle compagnie petrolifere – riportavano la cifra di 18.000 miliardi di dollari per riorganizzare l’apparato mondiale d’estrazione petrolifera: la “ristrutturazione” dell’industria petrolifera costerebbe una cifra pari a circa una volta e mezza il PIL USA!
Nessuno, per ora, si sta muovendo in questa direzione: probabilmente s’attendono prezzi del barile ancora più elevati – superiori ai 100$/barile – per intervenire, ma è incerto che anche con simili prezzi sia conveniente passare all’estrazione delle sezioni profonde dei giacimenti.

Questa è una delle principali ragioni dell’attuale crisi: l’estrazione è ai massimi storici e per aumentarla sarebbero necessari gli investimenti sopraccitati.
Un fatto assai curioso e sinistro è però che nelle stime sul petrolio che ancora rimane vengono incluse anche le sezioni più basse: da questa considerazione nacque la sentenza lanciata dallo sceicco Yamani (ex ministro del petrolio saudita) che “l’età della pietra non era certo finita per la mancanza di pietre, così come l’evo del petrolio potrebbe non terminare con l’esaurimento delle riserve”.
Ho definito “sinistro” questo strano modo di valutare le riserve giacché è evidente che, se si conteggia anche ciò che non si sa se sarà possibile o conveniente estrarre, si prende in giro l’opinione pubblica. Non i mercati, però, che salutano ogni anno che passa con un aumento di circa 10$: i mercati e gli investitori sanno che quel petrolio è puramente virtuale e basano i prezzi su ciò che realmente rimane, ossia molto di meno dei 40 anni che raccontano.

Da questa evidenza cresce d’importanza il gas (che non ha questi problemi) ed addirittura il carbone: il che, sposta l’attenzione geopolitica verso la Russia , che è ricchissima sia del primo e sia del secondo.
Questa – a grandi linee – la situazione mondiale: cosa attende un paese privo di risorse energetiche fossili come l’Italia?

La bella addormentata
La “bolletta” energetica del 2005 è stata di 21,6 miliardi di euro, mentre quella del 2006 si stima che supererà i 251</